IL 22 OTTOBRE NON VOTARE

22 OTTOBRE: UN REFERENDUM INUTILE E COSTOSO
Inutile nel metodo; l’articolo 116 della Costituzione prevede già che le Regioni possano chiedere allo Stato maggiori competenze e autonomie.
Inutile nel contenuto; è sufficiente leggere il quesito per rendersi conto di quello che chiede ai cittadini: niente. Di fatto è un quesito generico che non specifica nulla.
Quando si svolsero i referendum sul nucleare o sull’acqua vi erano domande precise a cui rispondere: favorevoli o contrari alla riapertura di centrali nucleari in Italia? favorevoli o contrari alla privatizzazione dell’acqua?
In questo caso si chiede (cosa non necessaria) se la Regione può andare a trattare: ma a trattare cosa? Per fare cosa? Non si sa.
In realtà nelle intenzioni del presidente Maroni, il Referendum del 22 ottobre è una investitura per poter dire “La Lombardia sono io”.
No! la Lombardia sono i cittadini Lombardi, di cui tra l’altro vengono sperperati oltre 50 milioni di euro per questa farsa. Cittadini a cui ovviamente non è stato chiesto di pronunciarsi su Pedemontana, come non è stato chiesto di pronunciarsi su Bre.Be.Mi o sulle altre grandi opere che che hanno devastato i territori e peggiorato la vita di chi li abita, o sull’ennesima “riforma” ai danni della sanità pubblica.
Noi vogliamo decidere di cio che ci riguarda, sul territorio, la mobilità, la salute. Non ci interessano referendum fasulli in cui non si decide niente. L’operazione propagandistica che sta dietro a questo Referendum deve essere boicottata per mandare un messaggio forte a chi governa la Regione che i territori devono essere ascoltati davvero.
L’unico modo, secondo noi, è disertare il voto.
Boicotta il referendum, il 22 ottobre non votare.

Coordinamento no pedemontana

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DIOSSINA: LE VERITA’ EVIDENTI

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QUI I RISULTATI (CARICATI DAL COMUNE DI SEVESO ) DELLA CARATTERIZZAZIONE

Comunicato del Coordinamento No Pedemontana sui risultati della caratterizzazione dei terreni sul tracciato di Pedemontana nelle aree inquinate dalla diossina

DIOSSINA: LE VERITA’ EVIDENTI
Apprendiamo attraverso il Comunicato stampa congiunto dei Sindaci di Barlassina, Seveso, Cesano Maderno, Bovisio Masciago e Desio, che sono stati comunicati da Società Pedemontana i risultati del piano di caratterizzazione eseguito tra maggio e giugno nelle aree interessate dal tracciato previsto per l’Autostrada.
Leggendo il comunicato degli Amministratori sembrano confermate le aspettative più preoccupanti. Nei campioni prelevati nella ex Zona B il 40% presenta superamenti della soglia di rischio prevista per legge; alcuni superamenti addirittura sarebbero stati rilevati anche nella ex zona A (quella bonificata!!!) e nella ex zona di rispetto (quella appena sfiorata dall’inquinamento!!!). Naturalmente sarà necessario vedere in dettaglio i dati elaborati, accostandoli poi a quelli delle precedenti campagne di indagine. Ma già ora si possono trarre alcune conclusioni.
Questa caratterizzazione conferma quello che tutti sanno da sempre: la zona interessata dal passaggio di Pedemontana è piena di diossina, eredità del “disastro ICMESA del 1976. Siamo messi una volta di più di fronte alla fragilità del nostro territorio e alla necessità di tutelarlo, insieme alla nostra salute. Questa tutela deve essere la priorità, e non una Autostrada insostenibile (da tutti i punti di vista, ambientale e finanziario) e che invece VA FERMATA.
Per una amara coincidenza, nella stessa settimana della comunicazione dei dati sulla persistente presenza di diossina nei nostri territori, è previsto il Convegno del 20 e 21 ottobre presso la FLA dal titolo “Resilienza e rischio nei 40 anni di Seveso” perfetta conclusione di un ciclo di iniziative commemorative (Seveso + 40) imperniate sulla “resilienza” (termine quanto mai di moda) e sulla retorica della “rinascita della comunità” e del recupero ambientale. Una narrazione che ha edulcorato e ripulito il passato e si propone di rassicurare per il futuro ma che si scontra con i dati di realtà.
Ed è sconcertante ma in fondo indicativo, che ad officiare il secondo giorno del convegno intervenga quel Raffaele Cattaneo di cui molti a Seveso – e negli altri comuni colpiti dall’inquinamento -, ricordano le performances in materia di rischio diossina: dalle dichiarazioni alla TV Svizzera nel 2013 all’intervento presso la il Comitato delle Regioni presso l’Unione Europea a Bruxelles, nel giugno scorso (“ha fatto più danni l’allarmismo della diossina”).
Il problema diossina non è stato risolto veramente ma soltanto sminuito. Oggi ne abbiamo l’ennesima conferma.
Chiediamo alle Amministrazioni locali non solo di rendere disponibili ma di divulgare al più presto i dati della caratterizzazione, non per una procedurale “trasparenza” ma per l’assoluto e inviolabile diritto della popolazione a conoscere la situazione reale.
Chiediamo inoltre alle Amministrazioni di prendere atto una volta di più che l’unico modo per tutelare territorio e cittadini – per il problema diossina e non solo – è farla finita con questo inutile e dannoso progetto di Autostrada.
Si fermino per sempre i lavori di Pedemontana e si realizzino quanto prima un’ indagine su tutta l’area inquinata e un piano di messa in sicurezza definitivo del territorio a tutela della salute di tutti noi.
Coordinamento no pedemontana 19/10/2016