un piano quasi perfetto

 

UN PIANO QUASI PERFETTO: SULLA PROPOSTA DI “ALTERNATIVA” A PEDEMONTANA DEL MOVIMENTO 5 STELLE
Eravamo presenti la sera del 23 novembre presso la Sala Consiliare di Cesano Maderno, dove gli esponenti del Movimento 5 Stelle hanno illustrato una possibile alternativa al completamento di Pedemontana. L’ipotesi prende le mosse dallo studio di fattibilità elaborato da Infrastrutture Lombarde e Regione Lombardia, relativo alla “riqualificazione” della Superstrada Milano Meda con l’ampliamento a 3 corsie tra Bovisio Masciago e Milano. (“Riqualificazione” lo diciamo per inciso, che sembra più finalizzata al confronto con il Governo; “Regione ha fatto la sua parte, ora la Pedemontana va completata e il governo tiri fuori i soldi”).

La proposta del Movimento 5 Stelle prevede che questo ampliamento a 3 corsie si faccia anche tra Bovisio e Lentate e, dunque su quella che sarebbe la tratta B2 della Pedemontana, di cui costituirebbe l’alternativa. Inoltre il Movimento 5 Stelle ipotizza che la 3° corsia in questione venga dedicata al transito di autobus secondo il modello Bus Rapid Transit, illustrato con animazioni e immagini del progetto realizzato a Chicago (USA).

L’ipotesi è suggestiva, ma ci lascia a dir poco perplessi.

Ampliamento a 3 corsie significa in realtà rifacimento dell’attuale Superstrada allargandola poi di diversi metri su entrambi i lati; si aggiunga che si dovrebbero realizzare le stazioni del Bus Rapid Transit e i relativi sottopassaggi. E’ evidente che tutto questo comporta in ogni caso lo sbancamento e la movimentazione di grandi quantità di terre e la dispersione di polveri contaminate dalla diossina a seguito del disastro Icmesa del 1976, nella parte del tracciato tra Meda Seveso Cesano e Bovisio. Il più grave problema per l’ambiente e la salute legato alla realizzazione di Pedemontana si ripropone dunque tale e quale anche con la proposta avanzata dal Movimento 5 stelle.
Su questa problematica, i relatori si sono limitati a ribadire che la società Pedemontana è stata costretta a effettuare (nel 2016) la caratterizzazione dei suoli analizzando i campioni di terra prelevati lungo il tracciato nei Comuni coinvolti nell’inquinamento. Vero; però poi i risultati di queste analisi vanno letti. E sono risultati a dir poco preoccupanti. Su tutto il tracciato la diossina è presente in concentrazioni elevate, superiori (anche di molto) alle soglie di rischio previste dalla legge. Inoltre la contaminazione nella nostra zona ha (purtroppo) una peculiarità. La diossina è pervasiva, è ovunque, in concentrazioni molto elevate, lungo tutto il tracciato in oggetto, spesso a pochi metri da abitazioni; è nei giardini, nei campi, in un’area molto vasta e densamente abitata. In queste condizioni, per quanto ne sappiamo non esiste la possibilità di effettuare una bonifica in sicurezza per la popolazione (senza cioè comunque movimentare le terre contaminate). Non a caso in più occasioni si è parlato in passato di messa in sicurezza del territorio che significa non intervenire in modo impattante sulla zona inquinata, preservare le aree verdi (agricole e non) evitando di costruire, e si dovrebbero estendere le analisi del suolo su tutta l’area inquinata dal 1976.
Riguardo dunque al tema specifico, qualsiasi alternativa in direzione dell’auspicata (anche da noi) mobilità sostenibile, non può basarsi su interventi massicci sulla Milano Meda, nella tratta contaminata, e semmai si deve rafforzare il trasporto pubblico ad esempio sulle linee ferroviarie esistenti, verso Milano, e ampliando la S9 Seregno Saronno (per fare degli esempi).

Riteniamo che il problema diossina non debba essere considerato un problema secondario, per cui prima si inventa un bel progetto e poi si vedrà il da farsi: questa sarebbe la stessa logica di chi ha progettato Pedemontana. E riteniamo che non basti un autobus per fare la sostenibilità. E anche il più lungimirante, avveniristico, onesto, economicamente conveniente e “americano” dei progetti non può essere realizzato se vi è anche lontanamente un rischio per l’ambiente e soprattutto per la salute della popolazione.

Noi continueremo ad opporci a qualsiasi opera che devasti il territorio e minacci la nostra salute quale che sia il nome che gli si vuole dare; anche per questo oltre alle iniziative che continueremo a proporre, saremo anche noi a Torino l’8 dicembre insieme al Movimento No TAV e a tutti i movimenti che difendono i territori e i beni comuni.

Coordinamento No Pedemontana

 

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20 MAGGIO 2018 Pedalata NO PED

DIstrazione

 

 

 

 

 

 

 

PEDalata No PED…20 MAGGIO 2018
PARTENZA ore 10:00 via San Giuseppe DESIO
ARRIVO ore 12:00 a MEDA
(in fondo al testo c’è il percorso previsto).
il Coordinamento No Pedemontana, Associazione Noi per Cesano, Comitato Cives Seveso, Comitato Cives San Giorgio Desio, Comitato Ambiente Bovisio Masciago, Legambiente Desio e con la collaborazione di Amici BiCi Desio vi invitano a:
NON VUOI L’AUTOSTRADA?…. PEDALIAMO
La minaccia di Pedemontana continua ad incombere. Il progetto viene oggi ridimensionato e le modifiche sembrano finalizzate non solo a ridurre i costi (ad oggi insostenibili) tagliando qua e la opere complementari e accessorie, ma anche a ridurre l’impatto sull’opinione pubblica; in questo senso si possono leggere il momentaneo stralcio dell’Area di Servizio di Desio e ancor di più la modifica sul tracciato che ora non toccherebbe il Bosco delle Querce di Seveso, ben sapendo che il problema diossina è molto più ampio e riguarda soprattutto la grande ex zona B tra Seveso Cesano e Desio, area mai bonificata e ancora piena di diossina (dal 1976!!! Eredità del disastro Icmesa) come le stesse analisi effettuate a suo tempo da Strabag (oggi “defenestrata” a seguito della rescissione del contratto da parte di APL) hanno dimostrato.
Non fermiamoci e non abbassiamo la guardia.
Questa iniziativa è una prima risposta ai tentativi di ingannare la popolazione e alla assurda insistenza della politica (in particolare da parte della Ragione) a tenere in piedi un progetto morto e inutile che non raccoglie interesse dagli investitori privati e che potrà continuare solo con un salasso di denaro pubblico. Insomma i costi li pagano i cittadini i profitti li faranno i privati.
SE VOGLIONO RISPARMIARE C’E’ UN SOLO MODO; FERMARE LA REALIZZAZIONE E INVESTIRE SU MOBILITA’ SOSTENIBILE E LE TANTE ALTRE VERE NECESSITA’; EDILIZIA SCOLASTICA, SANITÀ, SERVIZI SOCIALI
20 MAGGIO TUTTI IN SELLA

UTILIZZO E ABUSO DI RIFIUTI NELLA FORMAZIONE DI INFRASTRUTTURE STRADALI

Proponiamo un articolo apparso sull’ultimo numero di MEDICINA DEMOCRATICA scritto da Marco Caldiroli, che tratta un tema poco conosciuto, ovvero l’uso dei rifiuti nella realizzazione delle infrastrutture  autostradali. Una parte dell’articolo è dedicato alla Pedemontana e Diossina. Scegliamo comunque di proporre integralmente l’articolo per dare un quadro più completo del problema

Qui l’articoloUtilizzo e abuso dei rifiuti nella realizzazione di strutture stradali

Qui invece  il SITO DI MEDICINA DEMOCRATICA per conoscere storia e attività 

IL 22 OTTOBRE NON VOTARE

22 OTTOBRE: UN REFERENDUM INUTILE E COSTOSO
Inutile nel metodo; l’articolo 116 della Costituzione prevede già che le Regioni possano chiedere allo Stato maggiori competenze e autonomie.
Inutile nel contenuto; è sufficiente leggere il quesito per rendersi conto di quello che chiede ai cittadini: niente. Di fatto è un quesito generico che non specifica nulla.
Quando si svolsero i referendum sul nucleare o sull’acqua vi erano domande precise a cui rispondere: favorevoli o contrari alla riapertura di centrali nucleari in Italia? favorevoli o contrari alla privatizzazione dell’acqua?
In questo caso si chiede (cosa non necessaria) se la Regione può andare a trattare: ma a trattare cosa? Per fare cosa? Non si sa.
In realtà nelle intenzioni del presidente Maroni, il Referendum del 22 ottobre è una investitura per poter dire “La Lombardia sono io”.
No! la Lombardia sono i cittadini Lombardi, di cui tra l’altro vengono sperperati oltre 50 milioni di euro per questa farsa. Cittadini a cui ovviamente non è stato chiesto di pronunciarsi su Pedemontana, come non è stato chiesto di pronunciarsi su Bre.Be.Mi o sulle altre grandi opere che che hanno devastato i territori e peggiorato la vita di chi li abita, o sull’ennesima “riforma” ai danni della sanità pubblica.
Noi vogliamo decidere di cio che ci riguarda, sul territorio, la mobilità, la salute. Non ci interessano referendum fasulli in cui non si decide niente. L’operazione propagandistica che sta dietro a questo Referendum deve essere boicottata per mandare un messaggio forte a chi governa la Regione che i territori devono essere ascoltati davvero.
L’unico modo, secondo noi, è disertare il voto.
Boicotta il referendum, il 22 ottobre non votare.

Coordinamento no pedemontana